25 JanVoilà

Tanto per rimanere nel cliché, Milano ci accoglie con la pioggia e un bel freddo che penetra nelle ossa. Bentornati. Ci sussurra con un ghigno. Domani sarò migliore promesso! Vi sarete abituati alla mia aria chimica ed i colori del mare saranno sbiaditi nella memoria. Io vi sembrerò bellissima, ordinata, puntuale. Nobile come Londra sfavillante come Parigi. Vi piacerò. Vi entrerò nelle ossa come la nebbia, vi sembrerò un ricco buffet di pasticcini e tartine. Vetrine scintillanti e autisti del tram che Vi risponderanno chiamandovi “sciura”, ma con l’accento napoletano. Vi sembrerà normale marciare con il ritmo di un maratoneta in sorpasso anche se farete una passeggiata al parco. Vi arrabbierete se non riuscirete a passare sui gradini della scala mobile della metro. Che poi, se volete salire a piedi, perchè non prendete le scale e lasciate “allargare” i pigri della scala mobile? Che domande: per fare prima, no!? Per aggiungere alla forza motrice dei piedi, il movimento della scala mobile, e guadagnare ben 40 secondi sul percorso! Vi abituerete al mio odore di smog. E quando soffierà il vento da Lodi, l’odore di mucca e di campagna vi sembrerà un’insopportabile puzza. Vi entrerò talmente nell’anima che quando per caso visiterete un paese di provincia, dove la cassiera, tra un prezzo e l’altro, chiede alla signora davanti a voi come sta la zia, la nonna e la cugina, vi salirà la pressione e sarete già pronti a fare formale reclamo con il direttore. Ma in quel negozio non ci sarà il direttore perchè la cassiera è anche la proprietaria e c’è solo lei lì dentro. E allora guarderete nervosamente l’orologio. E’ tardi… Ma, shhhh, in segreto..non è mai tardi per prendervi il vostro tempo, il vostro spazio, la vostra aria. Milano è sempre lì, siete voi che correte…..ma dove andate?

01 JanNuovo anno the beginning…

Un’altro giorno e’ andato, la sua musica e ‘ finita. L’oggi dove e’ andato ieri se ne andra’.. Per dirla con le parole di un cantautore. Che differenza ha oggi rispetto a 24 ore fa? Solo una: la speranzA. Tutti follemente e meravigliosamente appesi alle promesse dell’anno con Giove favorevole di un astrologo vestito d’argento in una trasmissione televisiva piena di fiocchi, lustrini, pandori e vecchie glorie della canzone anni ’60. Viva noi che rinasciamo come la fenice dalle ceneri dei botti di mezzanotte. Fortuna e gloria a noi eterni ottimisti che ci ripetiamo che quest’anno sara’ migliore. La nostra personale era dell’acquario. E ci crediamo almeno fino a meta’ gennaio. Beh, sempre meglio di niente. Buon anno a tutti.

20 DecStar Trek

Vai, corri, ricordati, telefona, passo dopo, non posso, sono in ritardo, scappo… Di lunedì non ho mai la situazione sotto controllo. Oppressa dai “da fare” e  in recupero degli “incompiuti” dei giorni precedenti, ho paura ad aprire l’agenda. Se solo si potesse fermare il tempo e farlo ripartire a piacere. “Che idea originale”! Quando ero piccola avrei tanto voluto che il telegiornale, a reti unificate, proclamasse: “Gentili telespettatori, siamo lieti di anunciarvi che è stato inventato il teletrasporto“. In Startrek non lo sfruttavano adeguatamente, io lo userei più spesso del telefono. Ed è tutto un dire, viste le mie bollette. Avrei azzerato tutto il tempo che le  attese in metropolitana, la lentezza del tram, la stasi del traffico mi rubano. Quando ero piccola l’unica ragione del mio desiderio era di evitare la “via crucis” dei viaggi nella fiat 128 di mio padre che, in pieno inverno, apriva il finestrino triangolare vicino al volante e teneva eternamente accesa la sigaretta, marca MS, chissà se esiste ancora. “Amavo” così tanto quella nebbia di fumo che si insinuava tra i sedili posteriori che avevo dei luoghi fissi dove matematicamente vomitavo. E precisamente nell’area antistante il ristoro per camionisti di Roccafluvione, sul pizzo del burrone dopo la terza curva a gomito di Sarnano. Nelle mattine di fine Agosto, il luogo predestinato era a circa due chilometri dall’inizio del paese di Acquasanta Terme, noto per le terme di acqua sulfurea il cui olezzo si espandeva per la valle. Alle 7 del mattino il mix fumo passivo di sigaretta e puzza di zolfo era il massimo del minimo per una ragazzina di 13 anni con una dotazione interna di latte e biscotti. Oggi potrei essere in ufficio in 3 secondi, persino andare a pranzo dalla mamma che mi farebbe trovare un bel piatto di pasta al ragù fumante. Potrei tornare in ufficio in un click, e fare un salto lampo a comperare tutti i regali di natale che non ho ancora fatto, prima dell’ora di cena. Tutti, il che significa che non ne ho preso nessuno e come al solito Natale è dietro l’angolo. Magari potrei usare il teletrasporto per essere già la prima della fila alla cassa del negozio che in questi giorni brulica di disperati dell’ultima ora come me: “buonasera, io cercavo un regalo, particolare, originale, bellissimo e che costi massimo 6 euro..”. La commessa piega la testa di lato e con il faccino triste risponde “oh no, mi spiace, gli articoli straordinari, speciali, fantastici che costavano 5 euro l’uno sono terminati 10 giorni fa, acquistati dai clienti sereni e pacifici che con tutta calma hanno fatto visita nel nostro negozio prima di questa assurda ressa degli ultimi giorni ..”. “Ah..capisco…mmh..vediamo….mumble mmble.. ah ok. Allora prendo la macchina del tempo, pago con carta di credito, grazie!”

19 OctAvvocato pentito. Episode 12

Il mio cellulare scotta. Brambilla alterna chiamate a sms telegrafici: “Dove Sei”. “Richiama in studio”. Ha trovato la mia lettera. Non avevo bisogno di scrivere una lettera di dimissioni, del resto noi nuovi schiavi del diritto. Avvocati per le tasse e per la cassa previdenziale, cucitori di tomaie cinesi per tutto il resto. Nessun diritto  a straordinari, ad una “paga decente”, alle ferie e neanche ad un per favore di tanto in tanto. Costoro, in teoria, non dovrebbero scrivere una lettera di dimissioni. Ma per me era troppa la soddisfazione di avere l’ultima parola con uno sbruffone che dove non arrivava con la ragione vinceva con l’insulto. Lui non era d’accordo, voleva dare la stoccata finale e si sarebbe accontentato di farlo persino al telefono. Ma non ero tenuta a rispondere. Non più. La mia voglia di libertà era superiore all’incertezza del mio futuro. La mia allegria, mentre rade gocce di una stanca pioggerella autunnale mi accarezzavano la faccia, era superiore alla disillusione subita. Ero partita nell’adolescenziale intento di “riequilibrare la bilancia della giustizia” ed avevo operato solo nella fabbrica del mezzuccio a scopo di lucro. Lucro dell’elite dei Brambilla, dei Fantazilli, degli Avvocati che come sceriffi di Nottingham prendevano ai coniglietti della foresta per comperarsi la villa alle Eolie. Non era troppo tardi per uscire dal tunnel. E comunque lo avevo già fatto. Conveniente, saggio, opportuno che fosse o meno. Mi sentivo un neonato che scopre l’esistenza del mondo. I colori delle foglie cadute mi sembravano oro. Il cielo plumbeo era argento. E l’aria piena di polveri sottili era inebriante come la brezza ossigenata di montagna. Può bastare essere felici un giorno o anche un’ora grazie al fatto di essersi ricongiunti con la propria anima per una volta? Aver fatto quello che era giusto sapeva di buono ed il resto non era importante. Mi sentivo come ammaliata, innamorata, invaghita con il colpo di fulmine frastornante di una vita nuova, tutta da disegnare tutta da inventare e forse simile a quella che volevo. Forse questo è veramente un buon lavoro…